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Il pensatore di pensieri

domenica 17 marzo 2013

(11) Dolore profondo in una maledetta domenica

Il mio era un semplice "buongiorno". Un semplice augurio a passare una buona domenica, e invece si è trasformata in catastrofe. Sono qui, in questo garage che ha ascoltato ogni mia telefonata, dalla più allegra a quelle malinconiche. E sento quelle tue parole, quelle che pensavo che non avrei mai sentito. All'improvviso mi sento pervaso da brividi che pungono come milioni di aghi lungo la schiena. Sento freddo. Tremo. Mi sto trattenendo ma sento che non che la farò. Devo farcela. Non devo.. Scoppio in lacrime. Una lacrima dopo l'altra comincia a girarmi la testa. Crollo a terra. Mi appoggio al muretto, mi gira la testa. Comincia pure a piovere. Ed io rimango li, solo, sotto la pioggia col telefono appoggiato all'orecchio, impotente di fronte alla situazione. Cupido perchè mi hai tradito? Io e te, compagni da parecchio tempo! Non mi aspettavo questa tua pugnalata alla schiena. Ora vai in giro e formi nuove coppie, chissà se ti rimorderà la coscienza sapendo che ora, per colpa tua, mi ritrovo a terra come un soldato ferito in guerra. Cupido caro ti conviene starmi lontano per un po'. Continuo a piangere sotto la pioggia, la magliettà è fradicia (molle) oramai. E parlando mi escono parole di quel luogo e mi sento in mancanza di lei: la cara vecchia C. Questo provoca in me un dolore logorante che mi distrugge dall'interno, sentirmi parlare come parlava lei. La mia dolce ******* (per Dante sarebbe beatrice) , la mia musa che ora non vi è. Il famoso amore inappagato di cui parla Dante. E rivedo foto, video e ascolto canzoni. Non voglio che finisca tutto così, vorrei tanto svegliarmi adesso e ritrovarmi nel mio letto. Toccarmi la faccia sudata e scoprire che era tutto un incubo. Ma purtroppo è tutto vero. Alla fine mi sono rialzato e, con le gambe tremolanti, sono arrivato a casa. E ora mentre scrivo ricevo una possibilità, la possibilità di vederti ancora e poter chiarire. E così, tra le guancie piene di lacrime spunta un sorriso che, anche se leggero, mi tiene in piedi in questa fredda domenica di marzo. Non so cosa concluderemo, non nascondo di avere delle speranze su come finirà (cioè su come continuerà), ma so comunque che lotterò per restare con te fino a che mi resterà un ultimo respiro.