Immagine di copertina

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Il pensatore di pensieri

lunedì 22 aprile 2013

(17) Il vero amore


Seduto alla mia scrivania, davanti a questo schermo, mi chiedo cosa potrei scrivere. Di cosa potrei parlare. Gli argomenti nella mia testa sono tanti. Sto pensando in particolare alla mia musa, colei che mi da vita ogni giorno. Colei che illumina la mia mente da mattina fino a sera. Ella, la cui bellezza supera lo scibile umano, e non parlo della bellezza fisica ma della bellezza interiore. E' strano come possa una ragazza farmi un simile effetto, che chi non ci è passato non può capirlo. Il solo sentire la sua melodica voce che dà suono alla mia vita. Una sinfonia nuova che accende le mie giornate. E poi i suoi occhi, innocenti come bianche colombe e allo stesso tempo furbi come volpi. E i suoi sorrisi che illuminano la mia mente. A volte penso a quei ragazzi che hanno al loro fianco una ragazza che li ama e sprecano questo dono. Forse decidono di giocare con i sentimenti delle ragazze, decidono di passare a una ragazza che trovano più carina. E sono questi i pensieri che tirano fuori di me la rabbia, il disgusto e lo zelo che mi spingono a scrivere oggi. Non riesco a capire come possa un ragazzo avere il cuore così duro. Attorno a me vedo ragazzi che son felici di girare con diverse ragazze intorno, ma dove andranno a finire?? Siamo davvero arrivati al punto che a 17 anni non esistono più ragazzi che credono nel vero amore? Inoltre fino a qualche tempo fa c'erano almeno le ragazze a tenere viva la presunta esistenza di questo vero amore; adesso pure loro preferiscono una storiella veloce a una relazione lunga e stabile. Che poi il vero problema non è la durata della storia, il disastro sociale sta nel fatto che il sentimento è cambiato! Ritorno sempre al mio poeta preferito, Dante Alighieri. Il suo amore per Beatrice andava ben oltre quello che viene inteso oggi. Si innamorò per un semplice saluto e cominciò a scrivere per lei. Non scrisse mai che Beatrice aveva “un bel sedere” o non disse mai “quanto me la farei!” . Ebbe rispetto per la persona di Beatrice, dato che questa era sposata mai le fece delle avance. Non si offese quando lei gli tolse il saluto ma continuò ad amarla. E persino quando Beatrice si spense, Dante continuò ad amarla e a scrivere di lei. Arrivò al punto di metterla in paradiso nella Divina Commedia. Diverse volte lodò questa donna con parole dolci e leggere, non aspre e volgari come si fa oggi. Condivido il pensiero di questo poeta che mi colpì sin dalla prima media per questo suo profondo amore per Beatrice. Voglio provare a fare una cosa: mi immedesimerò nel poeta stesso nel suo viaggio per i tre regni dell'oltretomba per cercare di arrivare a raggiungere tutto il suo pensiero. Nel frattempo continuo a imitarlo nel saggio uso del vero amore in un mondo in cui difficilmente se ne sente parlare.