Immagine di copertina

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Il pensatore di pensieri

venerdì 26 aprile 2013

(18) Selva selvaggia e entrata nell'inferno

"Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura

che la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual'era e cosa dura

esta selva selvaggia ed aspra e forte

che nel pensier rinova la paura. "

Con queste parole Dante iniziava un'opera destinata a sopravvivere nei secoli. Ed io oggi a distanza di circa 700 anni ripercorrerò i suoi passi. Senza perdere tempo, inizio ora il mio viaggio. Nel pieno della gioventù della mia vita mi ritrovai in una selva oscura, completamente disorientato. E inoltrandomi in questo luogo mi ritrovai accerchiato da 3 bestie; una lupa, una lonza e un leone. La paura mi assalì ma ecco all'improvviso apparire il mio maestro, Dante. E mi spiegò che le 3 bestie rappresentavano rispettivamente l'avarizia, la lussuria e la superbia. Gli espressi il desiderio di uscire dalla selva per raggiungere il colle vicino ad essa. Mi propose di seguirlo attraverso l'inferno e il purgatorio per poi lasciarmi a lei, che mi guiderà attraverso il paradiso. Lei che con la sua beatitudine è l'unica degna di sedere alla destra di Dio. Questo viaggio mi permetterà di analizzare il comportamento umano per uscire dalla selva e raggiungere il colle al quale desidero arrivare. Inizialmente esitai, ma poi mi apparve lei che, accerchiata della sua luce angelica, mi convinse a intraprendere questa missione. Guardai il mio maestro, Dante, e accettai di seguirlo. Iniziò così la mia discesa nell'inferno. Già di fronte alla porta di questo tenebroso regno sentii il sangue gelarmisi nelle vene. "Lasciate ogne speranza voi ch'entrate" , il suono di queste scure parole mi scosse e mi fece impallidire dalla paura. Capivo che arrivato a questo punto un uomo poteva dire addio alla speranza di ricevere il perdono per i mali commessi. Cominciammo l'immensa discesa e subito eccoci tra gli ignavi. Questi non erano peccatori veri e propri, mi spiegava Dante. Semplicemente nella loro vita non si erano presi la briga di scegliere da che parte stare e si erano sempre dimostrati neutrali. Tra questi ecco il mio sguardo la scorse, lei che si era sempre mostrata amica ma ora si trovava lì. In vita non decise mai se era meglio perdere un amico o perdere un amore. Rimase sempre senza prendere questa decisione e ora si trovava all'inferno seppur senza peccato. Addolorato nel vederla in quel luogo di tormento mi feci comunque coraggio per continuare il cammino. Scendendo arrivammo sulle rive del fiume acheronte dove il traghettatore di anime, Caronte, non si mostrò tanto contento di vederci lì. Mi invitò a tornare indietro, non essendo meritevole di alcuna pena. Ma io testardamente insistii per continuare il mio viaggio. Ci trasportò così da una riva ad un' altra. Eravamo ora pronti a scendere tra i peccatori incontintenti.