Immagine di copertina

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Il pensatore di pensieri

venerdì 3 maggio 2013

(19) Incontinenza, cerchi 1-5


Una volta lasciati alle mie spalle colore che, per essersi mantenuti volenterosamente neutrali, son costretti a inseguire un insegna mentre sono infastiditi da vespe e vermi, continuai la mia discesa nella “città dolente” accompagnato dal mio maestro Dante. Arrivati nel primo cerchio mi trovai di fronte esseri che vivevano in desio seppur senza speme. Erano i cosiddetti “non battezzati” , costretti a stare nel limbo perchè non hanno conosciuto Dio. E proprio per questo vivono nel desio (desiderio) di conoscerlo ma essendo “tra la perduta gente” rimangono senza speme, speranze. Proprio in quel momento mi misi a ragionare sulla condizione di questi: è davvero brutto avere il desiderio di fare qualcosa ma allo stesso tempo non avere nessuna speranza. Questo desiderio diventa talmente forte che inizia a logorarti dall'interno fino a farti perdere la testa e farti stare male, anche fisicamente, giorno dopo giorno. Provai una tale pena per questi uomini ma il mio cammino doveva proseguire. Scendemmo ancora e ci ritrovammo davanti a un immenso turbine che aggirava gli abitanti di questo secondo cerchio: i lussuriosi. E vedevo tante persone coinvolte in questo turbine così come in vita si fecero coinvolgere dalla passione. Adulteri, fornicatori, ce ne erano di tutti i tipi. Aggirandomi per questo cerchio vidi con mio profondo dolore un mio compare, lo conoscevo quand'era in vita. Aveva il vizio di circondarsi di fanciulle, e il suo pensiero fisso era proprio il gentil sesso. Il dolore era forte ma non dovevo lasciarmi fermare. Mi ritrovai nel terzo cerchio e sentii cadere addosso a me una pioggia sporca che teneva gli abitanti di questa zona, i golosi, bloccati in una fanghiglia putrida. In vita si erano dedicati al cibo e ora erano costretti a rimanere lì, dentro quel disastro. Mi venne di nuovo da meditare, e pensai alle differenze che esistono nel mondo. Questi sono morti e hanno mangiato troppo, altri muoiono perchè non possono mangiare. Siamo ancora rimasti a queste grandi distinzioni, come possiamo pretendere un mondo equilibrato?? Il mio disgusto per questi uomini crebbe tanto che preferii passare oltre piuttosto che continuare a stare in loro presenza! Scendendo nel quarto cerchio trovai gli avari. Questi erano divisi in due schiere che percorrevano un semicerchio, quindi si scontravano scambiandosi frasi ingiuriose e poi si riallontanavano. Tentai invano di riconoscere qualcuno ma Dante mi spiegò che la loro vita, in cui non seppero fare buon uso del denaro, li ridusse a essere resi irriconoscibili. Questi come i golosi accendevano in me una forte ira. Pensare che c'è gente che per accumulare carta su carta solo per personale appagamento non ne condivide con chi ha davvero bisogno di quella “carta”. Ancora una volta la mia guida mi allontanò da quel cerchio. Entrammo nel quinto, tra gli iracondi. Sentivo le loro lamentele ben bene anche se questi erano immersi nel limo. Loro in vita si erano spesso accesi d'ira e a volte in maniera sproporzionata o spropositata. Passando tra quelle persone vedevo un mio conoscente immerso anche lui nel limo. Mi guardò dritto negli occhi, uno sguardo perforante che mi fece rabbrividire. In vita spesso si mostrava pervaso dall'ira e ora ne pagava le dovute conseguenze. Uscimmo anche da questo cerchio e Dante a me: “Ecco vedi questi erano tutti peccatori di incontinenza, in vita non si diedero limiti e ora che sono nell'inferno, e pagano il contrappasso, sono sazi di quelli che erano i loro vizi ma sono comunque costretti a sottostare alle loro pene per l'eternità”. Finita la sua frase mi fermai, proprio di fronte alla città di Dite, e pensando capii che nella vita bisogna avere equilibrio nelle cose e bisogna cercare di non esagerare. In poche parole avere un limite ben preciso perchè alla fine “chi troppo vuole nulla stringe” dice il detto. E secondo Dante chi troppo vuole ottiene quello che vuole in abbondanza e all'eterno, anche se si stufa e ne ha abbastanza continuerà ad averne. E' un po' come avere sete e bere un bicchiere d'acqua, una volta dissetati se continuiamo a bere bicchieri e bottiglie e caraffe d'acqua alla fine ne avremo la nausea! Ci riposammo un po' prima di proseguire il nostro cammino.