Immagine di copertina

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Il pensatore di pensieri

venerdì 10 maggio 2013

(20) Gironi dei violenti


Superata e lasciata alle spalle la città di Dite, proseguii il mio cammino “tra la perduta gente”. E subito nel sesto cerchio mi trovai in mezzo ai cosiddetti “eretici”. Erano seppelliti in arche infuocate, per aver diffuso false dottrine e dogmi religiosi. Colpevoli, in poche parole, di essere andati contro la chiesa. Iniziai una lunga discussione con Dante su questo fatto. Io non ho una buona opinione della chiesa, così come di tutte le religioni. Ma penso comunque che i pensieri altrui vadano rispettati. Perchè allora trovo queste persone all'inferno? Hanno fatto davvero tutto questo male? Dante non seppe rispondermi, al suo tempo andare contro la chiesa era davvero un eresia e l'idea che un eretico andasse tra le fiamme di certo non sembrava una castroneria! Abbandonammo in poco tempo questo cerchio ed entrammo nel settimo: questo si divideva in 3 gironi. Nel primo girone incontrato durante la discesa si trovavano i violenti verso gli altri, comunemente classificati come assassini anche se il termine “violento verso il prossimo” è un concetto molto più esteso. Codesti, immersi nel lago di sangue, pagano ora il salario per aver tolto la vita a degli innocenti. Che poi a dirla tutta non sempre si trattava di aver ucciso degli innocenti ma il punto è: se è vera la legge “occhio per occhio, dente per dente” allora uno per uccidere dovrebbe essere stato ucciso! Solo leggendo questa frase ogni lettore avrà capito perchè l'omicidio è così senza senso. Preso dal più grande disgusto decisi di passare al girone successivo, sempre con la guida del mio saggio maestro. Trovavo ora i violenti verso se stessi. E passavo in mezzo a quei peccatori che non seppero apprezzare la loro vita mentre, per errore, mi scontrai contro uno di essi. “Mi scuso” , feci io, ma ecco quell'essere girarsi verso di me e dirmi: cosa ci fai tu qua? Come sei cresciuto!
Dopo un primo attimo di completa dispersione capii chi mi trovavo di fronte. Divenni pallido e cominciai a sudare. Mi sentii cedere le gambe e per un attimo pensai che sarei caduto a terra. Quell'uomo lo vedevo per la prima volta e lo incontravo in quel luogo dimenticato da Dio. Lo vedevo per la prima volta seppur conoscendolo meglio di me stesso. Non potevo soffermarmi più di tanto, passai oltre e scesi nel terzo girone. Ed eccomi in mezzo ai violenti contro Dio, contro la natura e gli usurai. C'erano agnostici e bestemmiatori. E proprio tra questi ultimi lo trovai, caro vecchio compare! La sua rabbia contro il re del regno celeste era stata talmente cruda che ogni anima di questo cerchio temeva di avvicinarsi a lui. Quanto dispiacere nel vedere certi tipi di persone! Ancora più ridicoli erano coloro che si trovavano lì e non erano nemmeno credenti: bestemmiavano un qualcosa che per loro non esisteva neppure. Questo cerchio mi aveva lasciato una spossatezza mentale tale da spingermi a chiedere una pausa prima di affrontare le malebolge dell'ottavo cerchio. Dante e io ci fermammo all'uscita del settimo cerchio.