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Il pensatore di pensieri

venerdì 17 maggio 2013

(21) Malebolge dell'ottavo cerchio


Entrammo nell'ottavo cerchio, dove potevamo incontrare i frodolenti (o traditori verso chi non si fida). Questo cerchio era diviso in 10 bolge. Nella prima bolgia trovammo i ruffiani e i seduttori, sferzati da dei demoni e attuffati nello sterco. Proprio tra questi incontrai quel mio conoscente, che sempre ebbe dei meriti solo per la sua abilità nel fare il ruffiano. Fu davvero un dolore logorante vederlo in questa situazione: leggevo sul suo volto la profonda sofferenza che provava. Mentra stavamo per andare via eccolo cercare di ripetere i suoi stessi errori con Dante per convincerlo a portarlo con noi. “O' voi che siete un gran maestro, sì colto e sì saggio, portatemi con voi ve ne prego! E Dante a lui: “Va via ruffiano impenitente!” E io molto confuso ma impotente. Scendemmo nella seconda bolgia dove trovammo, nella stessa situazione, peccatori simili: i lusingatori. Dante molto sinteticamente mi spiegò che questa bolgia era tale e quale alla precedente, solo con altri dannati. Attraversammo diverse bolge velocemente e senza soffermarci più di tanto. Dante ritenne che simoniaci, indovini, barattieri, ipocriti, ladri e consiglieri di frode poco potessero interessarmi nel mio cammino. Però nella nona bolgia volle soffermarsi per qualche attimo. Quì si trovavano i seminatori di discordie. E trovai quell'essere disgustoso e ripugnante che mi fece dividere da quella che era per me un punto di riferimento. Due esseri che si allontanarono da me per futili motivi, ora eccoli all'inferno, uno tra gli ignavi, uno tra i frodolenti. E vederlo ferito di spada per contrappasso mi faceva piacere, forse era l'unico che non mi dispiaceva vederlo in questa situazione. Dante mi accompagnò infine tra i falsari della decima e ultima bolgia. Tra questi vi erano i bugiardi, costretti a essere eternamente febbricitanti. Le menzogne, la cosa che più mi da disgusto al mondo! Non distinguendo nessun anima conosciuta, preferii lasciare in fretta quel luogo. Dante e io uscimmo dall'ottavo cerchio, sentii un freddo da far battere i denti. Provai a negarlo a me stesso ma ero proprio all'entrata dell'ultimo cerchio infernale. Non avrei sopportato una simile fatica mentale dopo aver visto le malebolgie, perciò ci riposammo brevemente.