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Il pensatore di pensieri

sabato 28 settembre 2013

(30) L'errore chiamato aborto

L'altro giorno ascoltavo una famosa canzone di Nek che parla dell'aborto, e mi son ricordato di quando ero piccolo e amavo cantare a squarciagola le sue parole. Quando ho sentito la frase "il figlio che non vuoi è già con noi" oppure "e non sa che tu vuoi buttarlo via" ho pensato che quando ero piccolo non capivo il senso di quelle parole. Le ripetevo senza capirne il significato, perchè per un bambino un genitore che non vuole un figlio è un concetto alquanto insensato! Si sà che i fanciulli hanno la mente pulita, pura, che non ha niente a che vedere con i pensieri, spesso e volentieri errati, che attraversano le menti degli adulti; questo fa ben capire che l'aborto non sia una cosa naturale ma una cosa voluta dall'uomo e assolutamente MALVAGIA! L'essere umano è fatto in maniera strana: nei primi anni di vita è come un lenzuolo bianchissimo che rimanda la mente a un'idea di purezza e di semplicità, poi crescendo questo lenzuolo di sporca e da solo l'idea di qualcosa di sbagliato e macchiato. Ma restando sul tema dell'aborto, perchè mai un genitore dovrebbe prendere questa decisione? Dico "genitore" perchè a mio parere dalla fecondazione in poi si è già mamma e papà dato che esiste già una terza vita. Comunque le cause potrebbere essere diverse, ad esempio quando la gravidanza è indesiderata o quando si viene a sapere che vi è la probabilità che il nascituro venga al mondo con dei problemi. Beh innanzitutto quando due persone decidono di avere un rapporto dovrebbero essere pronti ad assumersi tutte le possibili responsabilità che ne potrebbero derivare, anche un figlio! E poi se si viene a sapere che il bimbo potrebbe avere delle difficoltà si dovrebbe pensare: meglio metterlo al mondo con dei problemi o ucciderlo? Certo per lui la vita non sarà facile con degli handicap però ucciderlo non solleverà di certo le nostre coscienze in ogni caso! L'aborto è uno dei tanti discorsi che vengono considerati "delicati". Ognuno ha il suo parere ed è giusto così.
Dico solo, in conclusione, che prima di fare questa scelta bisognerebbe chiedersi: "Voglio davvero negare a mio figlio il piacere della vita? Voglio davvero rinunciare a sentire i versi teneri del mio bambino?" Pensateci gente! Un minuto in più a pensarci può significare una vita in più su questo pianeta..